2 eccezionalità a confronto
Giugno 2026 si è congedato con una temperatura media pari a 26,8°C.
Si tratta di un valore al 99,7° percentile per la nostra climatologia, dietro solamente all’ormai ben noto Giugno 2003, che ha chiuso i battenti con una media di 26.9°C, 1 solo decimo in più.
Qualche dato di questo Giugno 2026:
21: sono i giorni in cui la massima a Pavia ha superato i 30°C.
15: sono i giorni in cui la massima a Pavia ha superato i 34°C.
37.7°C: è stata la massima del mese, registrata il giorno 28.
15.7°C: è stata la minima assoluta del mese, registrata il giorno 3.
26.4°C: è stata la temperatura minima più alta del mese, registrata il giorno 28.
25: sono stati i giorni consecutivi senza nemmeno 1 goccia di pioggia.
Ma andiamo solo un attimo a fare il confronto tra la storica ondata di caldo del Giugno 2003 e quella di questo Giugno 2026, partendo dal confronto con le temperature massime:

Come si evince, durante il Giugno 2003 (in rosso) l’ondata di caldo ha colpito in particolare durante la prima metà del mese, per poi subire una breve flessione. Dal giorno 18 nuove massime sopra i 30°C, con apice il giorno 21 Giugno, quando si arrivò a 37.1°C. Rinfrescò solo a fine mese, con massime attorno ai 30°C.
Nel Giugno 2026 (in arancione) appena passato, invece, la prima metà è stata senz’altro meno bollente, ma la seconda metà ha dato vita ad un’ondata di caldo persistentemente di maggiore efficacia.
Andiamo ore al confronto delle Temperature Minime:

Anche qui i 2 mesi hanno mostrato diverse somiglianze, tra le quali nessun valore inferiore ai 16°C. Tuttavia, mentre il 2003 (in blu) ha osservato minime più elevate nella prima metà del mese, il 2026 ha segnato valori decisamente più alti, specie tra il 18 ed il 30, con la punta a 26.4°C tipica delle aree tropicali!
Come detto, la differenza finale è stata minima. Per 1 solo decimo, il Giugno 2003 si è mantenuto il più caldo della storia meteorologica di Pavia (da quando abbiamo a disposizione dati affidabili).
Tuttavia c’è ben poco da stare allegri, poiché il 2026 si va a piazzare al 2° posto, al 99°mo percentile. Non certo una rassicurante linea di tendenza per il futuro delle nostre estati...
Detto ciò, passiamo ora a qualcosa di più tecnico: se siete stanchi bastano e avanzano le informazioni scritte qui sopra, ma se invece desideraste spulciare qualche dato in più ed inoltrarvi tra i meandri della climatologia più seria... eccoci! Anche perché, tante volte, non basta 1 decimo in più per definire "più caldo" un mese rispetto ad un altro... Perché? Leggete!
Iniziamo con i diagrammi " a nuvola di pioggia ".

Questo Raincloud Plot mette in evidenza la distribuzione delle temperature massime giornaliere registrate nei mesi di giugno 2003 e giugno 2026, consentendo un confronto non solo dei valori medi, ma anche della variabilità e della dispersione dei dati.
Il boxplot mostra che nel Giugno 2026 l'intera distribuzione delle temperature risulta traslata verso valori più elevati rispetto al giugno 2003. La mediana e la media giornaliera sono entrambe superiori, indicando che il Giugno 2026 è stato caratterizzato da un livello termico generalmente più elevato e non soltanto da alcuni episodi estremi.
Anche l'intervallo interquartile (IQR), rappresentato dal rettangolo del boxplot, evidenzia come le giornate del Giugno 2026 si siano concentrate su temperature massime più alte, suggerendo una maggiore persistenza di condizioni calde durante l'intero mese.
La forma del violino descrive la distribuzione di frequenza delle temperature: nel 2026 la maggiore densità dei dati è concentrata nelle classi termiche più elevate, mentre nel 2003 la distribuzione appare maggiormente orientata verso valori inferiori. Questo indica che il caldo del 2026 non è stato determinato esclusivamente da pochi picchi estremi, ma da una frequenza maggiore di giornate con temperature elevate, specie nelle minime degli ultimi 12 giorni.
Nel complesso, il grafico evidenzia come il giugno 2026 presenti una distribuzione termica sistematicamente più calda rispetto al giugno 2003, confermando un'intensificazione delle condizioni di caldo su scala mensile e una maggiore continuità delle temperature elevate durante il periodo analizzato.
Passiamo al RainCloud delle minime:

La distribuzione relativa al Giugno 2026 risulta chiaramente traslata verso temperature più elevate rispetto al Giugno 2003, evidenziando una maggiore frequenza di notti miti e tropicali durante l'intero mese. Il violino mostra infatti una concentrazione dei valori nelle classi comprese tra 18 e 21 °C, mentre nel 2003 la distribuzione è maggiormente concentrata tra 15 e 18 °C.
Il Raincloud Plot evidenzia una netta differenza nella distribuzione delle temperature minime tra il giugno 2003 e il giugno 2026. L'intera distribuzione del 2026 risulta traslata verso valori più elevati, indicando un generale innalzamento delle temperature notturne durante il mese.
La temperatura minima media e la mediana risultano superiori nel 2026, mentre il boxplot mostra uno spostamento verso l'alto dell'intervallo interquartile, segno che l'aumento delle temperature interessa la maggior parte delle notti e non soltanto episodi isolati.
Particolarmente significativo è il confronto delle temperature minime assolute più elevate: il 25 giugno 2003 è stata registrata una minima di 24,4 °C, mentre il 28 giugno 2026 la temperatura non è scesa sotto i 26,4 °C, valore eccezionalmente elevato per il territorio pavese. Questo evidenzia un raffreddamento notturno decisamente meno efficace nel 2026.
Nel complesso, il grafico conferma come il giugno 2026 sia stato caratterizzato da una maggiore persistenza del caldo nelle ore notturne, con una frequenza più elevata di notti tropicali. Dal punto di vista climatologico, questo rappresenta uno degli indicatori più significativi dell'intensità di un'ondata di calore, poiché l'assenza di un adeguato raffrescamento notturno aumenta lo stress termico sulla popolazione e prolunga gli effetti del caldo anche dopo il tramonto.
Oltre al RainCloud, che ci mostra bene i vari indici statistici quali media, mediana, intervallo interquartile e dispersione, andiamo a valutare qualcosa di più "visivo". Il Ridgeline.


I Ridgeline Plot rappresentano uno strumento di visualizzazione statistica che consente di confrontare la distribuzione delle temperature giornaliere nei mesi di Giugno 2003 e Giugno 2026, evidenziando non solo i valori medi, ma anche la forma della distribuzione, la dispersione dei dati e la frequenza con cui le diverse classi termiche si sono verificate.
A differenza dei tradizionali grafici temporali, che descrivono l'evoluzione giorno per giorno, il Ridgeline Plot sintetizza l'intero comportamento climatico del mese, permettendo di individuare immediatamente eventuali spostamenti della distribuzione verso temperature più elevate o più basse.
Nel confronto tra i due mesi emerge come il giugno 2026 presenti una distribuzione generalmente traslata verso valori superiori, sia per le temperature massime sia per le temperature minime. Le curve mostrano inoltre una maggiore estensione nelle classi termiche più elevate, indicando una frequenza superiore di giornate e notti particolarmente calde rispetto al giugno 2003.
L'analisi delle temperature massime evidenzia una maggiore presenza di valori superiori ai 35 °C, associata a un numero più elevato di giornate estremamente calde e a una distribuzione più ampia, indice di una maggiore variabilità dell'ondata di calore.
Per quanto riguarda le temperature minime, il confronto risulta ancora più significativo: la distribuzione del giugno 2026 appare spostata verso temperature notturne sensibilmente più elevate, confermando un raffreddamento notturno meno efficace e una maggiore frequenza di notti tropicali. Questo rappresenta uno degli indicatori più importanti della persistenza di un'ondata di calore, poiché l'assenza di un adeguato raffrescamento durante la notte contribuisce ad aumentare il disagio bioclimatico e gli effetti del caldo sulla popolazione.
Nel complesso, i Ridgeline Plot mostrano come il giugno 2026 non si distingua soltanto per alcuni valori estremi, ma per un complessivo spostamento dell'intera distribuzione termica verso temperature più elevate, evidenziando un evento di caldo più persistente e strutturato rispetto al giugno 2003.
In conclusione, l'analisi delle temperature massime mostra che il giugno 2026 ha registrato un numero maggiore di giornate molto calde e una più marcata persistenza delle temperature elevate, culminando con un nuovo record mensile di 37,7°C. Ancora più significativo risulta il comportamento delle temperature minime, con notti sensibilmente più miti e una temperatura minima record di 26,4°C, indice di un raffreddamento notturno fortemente limitato.
I diversi strumenti di analisi utilizzati permettono di osservare il fenomeno da prospettive complementari. Ne emerge un quadro coerente: il giugno 2026 non è stato caratterizzato esclusivamente da alcuni picchi estremi, ma da una distribuzione delle temperature sistematicamente orientata verso valori più elevati e da una maggiore continuità delle condizioni di caldo.
Particolarmente rilevante è il ruolo delle temperature minime, che rappresentano uno degli indicatori più efficaci della persistenza di un'ondata di calore. La riduzione del raffreddamento notturno comporta infatti un progressivo accumulo di energia nell'ambiente urbano, con le ovvie ripercussioni sul benessere della popolazione, sui consumi energetici e più in generale sugli ecosistemi.
Naturalmente, il confronto tra due singoli mesi non è sufficiente per descrivere un'evoluzione climatica di lungo periodo. Tuttavia, i risultati ottenuti si inseriscono in un contesto più ampio, coerente con quanto osservato negli ultimi decenni a scala microclimatica, regionale e globale: una crescente frequenza, intensità e durata degli episodi di caldo estremo.
Proprio per questo motivo, il monitoraggio continuo (e serio!) delle variabili meteorologiche assume un'importanza sempre maggiore. Le serie storiche locali, se raccolte con continuità e analizzate mediante strumenti statistici adeguati, costituiscono un patrimonio scientifico di grande valore, capace di documentare l'evoluzione del clima con un livello di dettaglio che spesso integra e arricchisce le reti di osservazione ufficiali.
L'obiettivo futuro di Paviameteo rimarrà il solito di sempre: ampliare il confronto ad altre annate significative, estendere l'analisi all'intera stagione estiva e includere ulteriori indicatori, come umidità relativa, temperatura apparente, indice di disagio bioclimatico, precipitazioni e durata delle ondate di calore. Solo attraverso serie storiche sempre più lunghe e complete sarà possibile comprendere con maggiore precisione l'evoluzione del microclima pavese e valutare come i cambiamenti climatici globali si riflettano sulla realtà locale.

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