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Alba e tramonto a Pavia

dom 17 novembre 2019
il sole sorge alle 07:24
il sole tramonta alle 16:52
La nevicata del 30 Gennaio 2011 PDF Stampa E-mail

Una nevicata inattesa regala a Pavia 4.0cm bagnati

Con una circolazione improntata sulle discese d'aria fredda dai quadranti settentrionali, era da attendersi la formazione di vari minimi depressionari a spasso per il Mediterraneo. Così è stato, ma l'imprevedibilità dei movimenti delle figure bariche ha posto le basi per il porsi in essere di una nevicata spuntata all'ultimo minuto.
L'ultima Domenica del Gennaio 2011 è trascorsa infatti all'insegna della NEVE su gran parte della nostra provincia, dai più alti rilievi dell'Oltrepò fino alle aree al confine col milanese: le temperature sono rimaste su valori attorno al grado, e ciò ha in gran parte evitato la formazione di uno spesso strato di neve, con i fiocchi che, per quanto abbondanti, non sono spesso riusciti ad attecchire al suolo.

A Pavia ha iniziato a nevicare alle 22.20 di Sabato 29, con una temperatura a 2.9°C: velocemente, passata la mezzanotte, la colonnina di mercurio ha iniziato a scendere, e verso l'1 non registrava più di un grado. Durante la notte ha nevicato continuativamente, talvolta con moderata intensità, talvolta con solo qualche fiocco. Al mattino su tavoletta di legno si registravano 3.5cm di neve molto bagnata, e già in fase di fusione dopo le 11.
Nel primo pomeriggio un rovescio di neve piuttosto intenso è riuscito ad accumulare un altro mezzo centimetro, per un totale che in città si è fermato a quota 4.0cm.

Ma come sono andate le cose sul resto della provincia?

Anche in quest'occasione, complice la giornata festiva, ci siamo messi in macchina ed abbiamo effettuato il primo nivotour del 2011. Ecco la cronaca.

Partiamo da Pavia con la nevicata ancora in corso ma che a causa della temperatura oltre il grado non riesce più ad accumulare oltre i 4.0cm: si prende la tangenziale, e ci inoltriamo in direzione sud:

La neve a Cascina Pelizza, proprio presso l'Osservatorio meteo Si prende la tangenziale, direzione Oltrepò! Tre Re e Cava Manara


La situazione rimane pressoché immutata fino al ponte del Po di Bressana: proseguendo oltre il grande fiume l’accumulo va via via crescendo.
Passiamo per Lungavilla, Codevilla, Rivanazzano e Salice ed è in queste zone che troviamo un accumulo ad occhio attorno ai 10 cm:

Dopo il Ponte di Bressana la coltre inizia ad aumentare La situazione a Rivanazzano Rivanazzano


Rivanazzano Rivanazzano Ancora Rivanazzano

Avanziamo verso Godiasco, dove l’atmosfera rimane pienamente invernale. Le precipitazioni non si attenuano, ma anzi la neve continua ad accompagnarci lungo questo viaggio facendosi sempre più asciutta e farinosa per merito delle temperature che vanno scendendo sotto la soglia degli 0°C.

Verso Godiasco Godiasco Godiasco

S. Desiderio Le colline Le colline

Raggiungiamo Bagnaria e qui, con grossa sorpresa, la situazione muta improvvisamente: la neve con l’avvicinarsi al paese diminuisce, ed il paesaggio perde il suo bianco candore. Osservate la differenza tra la vista delle colline qui sopra, a Ponte Nizza, ed i campi e gli alberi di Bagnaria qui sotto:

Bagnaria, incredibilmente senza neve Bagnaria, incredibilmente senza neve Uscita da Bagnaria


Con ogni probabilità, il paese prossimo a Varzi si è trovato in quella situazione definita "ombra pluviometrica": in pratica, tra la notte ed il mattino, la ventilazione sostenuta dai quadranti settentrionali ha evitato che le precipitazioni raggiungessero proprio questa porzione di pochi chilometri di territorio.

Superata Bagnaria proseguiamo per Varzi, ove il manto nevoso lentamente torna a farla da padrone: da qui decidiamo di salire ulteriormente, in direzione del Passo del Brallo.

Superiamo Bagnaria e Varzi.. Verso il Passo del Brallo Santa Margherita Staffora


Il manto nevoso va crescendo, ed attorno a Santa Margherita Staffora, dove decidiamo di fermarci momentaneamente, troviamo un accumulo che oscilla attorno ai 25/30 cm: il paesaggio tutto attorno è incantato mentre la neve continua lentamente a cadere.

Santa Margherita Staffora Santa Margherita Staffora Santa Margherita Staffora

Santa Margherita Staffora Santa Margherita Staffora Santa Margherita Staffora

Particolare Particolare Particolare

Dopo una passeggiata nelle colline nei pressi di S. Margherita Staffora, torniamo verso Varzi per poi avventurarci verso il Passo del Penice: ad occhio la nevicata sembra farsi sempre più fitta, e con il crescere della quota la temperatura scende sempre più sottozero.

Si procede verso il Passo Penice Si procede verso il Passo Penice Si procede verso il Passo Penice


L’atmosfera sembra quasi surreale e il fascino della neve ci fa dimenticare di essere a nemmeno 2 ore dal centro di Pavia: decidiamo di fermarci nei pressi di Casa Ciocca, e ci inoltriamo in un sentiero in mezzo al bosco.

Casa Ciocca Casa Ciocca Casa Ciocca

Il sentiero ai piedi del Passo Penice: una meraviglia! Rami intrecciati di neve Giochi di rami..

Rami di neve Rami di neve Ancora rami innevati

Tra i sentieri.. Tranquillità nevosa Tra una foto e l'altra..

Siamo prossimi al tramonto del sole, ed ormai per strada non passa più nessuno: la neve continua a cadere e lo spettacolo che ci troviamo di fronte (per chi lo apprezza) è spettacolare.
Ci ritroviamo in mezzo ad una pineta completamente innevata ed il solo rumore che si sente, oltre a quello dei fiocchi di neve che ci si poggiano addosso, è quello del vento che muove gli alberi. La neve e gli alberi sembrano quasi finti dalla perfezione con cui si mescolano: a pelle la temperatura è ampiamente sottozero mentre il manto nevoso è di circa 40 cm.

Dopo un po’ decidiamo di riprendere la strada per Pavia: la neve ci accompagna ancora una volta per l’intero viaggio, anche se avvicinandosi al capoluogo la temperatura torna positiva e la neve non riesce più ad accumulare.

Nei pressi di Codevilla ci imbattiamo in un forte rovescio di neve a grandi falde, che tenta nuovamente di imbiancare le strade. Arriviamo verso le 19.30 a Pavia, dove troviamo inaspettatamente ancora fiocchi sparsi ma scarsi accumuli, specialmente in centro città, ove a tratti non ci si accorge nemmeno dell'evento nevoso.

Concludendo, dopo vari tentativi senza successo, la neve è tornata ad interessare il nostro territorio in modo piuttosto diffuso: sarebbe bastato un grado in meno, ed anche la città avrebbe potuto godere di una coltre assai più spessa, specie a fronte dei 10mm caduti.

Adesso non ci resta che attendere e capire cosa ci riserverà il tempo nelle prossime settimane: qualora dovesse capitare un altro episodio nevoso in un giorno festivo, saremmo di nuovo pronti ad intraprendere un nuovo nivotour, con lo stesso spirito e la stessa passione che ci caratterizza!

 



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