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Climatologia di Pavia PDF Stampa E-mail

Climatologia di Pavia

In questa sezione verranno pubblicati gli studi condotti da Paviameteo e dal Dipartimento di Scienze della Terra di Pavia (Cortemiglia G.C., Manfredini U. & Ottone C. "Atti Ticinensi", Vol. 43-44) sul clima generale di Pavia; i grafici verranno aggiornati ogni anno, oppure in occasione di eventi importanti.

L'ANDAMENTO PLUVIOMETRICO DI PAVIA

L’Insieme complessivo degli Indici, ci indica che il regime pluviometrico di Pavia è di tipo continentale subalpino, caratterizzato da un massimo principale in Autunno (Ottobre e Novembre), dal massimo secondario in Primavera (Maggio), dal minimo principale in Inverno (Febbraio), dal minimo secondario in Estate (Luglio).

E’ dotato di un modulo pluviometrico di 3.3, tipico dei climi continentali subalpini, il quale evidenzia una percentuale delle precipitazioni estive rispetto al totale annuo del 28.8%.

In particolare, l’analisi delle piogge giornaliere a Pavia consente di verificare che la massima frequenza (77.76%) è rappresentata da precipitazioni giornalieri <1.0mm, mentre nell’ambito dei giorni piovosi con precipitazione >1.0mm, risulta prevalente la classe 10.0-19.9mm, con frequenza del 4.51%, e risulta invece subordinata la classe >50.0mm con frequenza dello 0.29% del totale.

La tipologia delle piogge consente di analizzare che le sequenze di pioggia giornaliera di 1 giorno risultano le più frequenti (53.26% sul totale), e che la massima sequenza di giorni consecutivi senza pioggia è stata di 66 giorni.I record di precipitazione annuale, per quanto riguarda Pavia sono:

·         Precipitazione massima annua: 1309.1mm registrata nell’anno 1977.

·         Precipitazione minima annua: 398.4mm, registrata nell’anno 1861. 

Il record invece di “Giorno più piovoso” a Pavia, spetta al 9 Marzo 1999, data nella quale si registrarono 187.6mm.  Il diagramma ombrotermico di Gaussen, tracciato con la scala delle Temperature medie mensili in rapporto 1 a 2 con le precipitazioni medie mensili, conferma l’assenza di aridità, mentre il calcolo del regime idrico (tenendo conto di una capacità di immagazzinamento di acqua al suolo pari a 200), consente di ricavare il Bilancio Idrico, con la relativa classificazione del Clima secondo Thornthwaite, dal cui grafico si evince la presenza di deficit di evaporazione nei mesi da Maggio ad Agosto.

Il Clima locale di Pavia si presenta così da umido a subumido, con un Indice di umidità globale Im=9.0, con moderata deficienza idrica in Estate, con secondo mesotermico (PE=751.0mm), e con una concentrazione estiva dell’efficienza termica compresa tra il 51.9% ed il 56.3%.

Le quantità annue di pioggia per un intervallo compreso tra il 1812 ed il 2008, non evidenziano, ai test di tendenza, presenza di trend secolare, ma rivelano unicamente una diminuzione temporale del numero annuo di giorni piovosi (quantità di pioggia ≥1.0mm); conseguentemente, la quantità annua di pioggia tenderebbe sempre più a concentrarsi in un numero minore di episodi (Cortemiglia G.C., Università degli Studi di Genova, Dipartimento di Scienze della Terra).

L'andamento medio della distribuzione delle piogge a Pavia, a partire dal 1813

Se d’altra parte consideriamo un intervallo temporale ristretto, compreso tra il 1961 ed oggi, si evidenzia, ai test di tendenza, la presenza di trend cinquantennale, caratterizzato da una diminuzione delle precipitazioni medie annuali; anche in questo caso, si conferma che la quantità di pioggia tende a concentrarsi in un numero minore di episodi (Grieco T., Cortemiglia G.C., Manfredini U.).

Zoomata sulla distrubuzione delle piogge a Pavia dal 1961 ad oggi

Ciò viene confermato dall'analisi degli scarti pluviometrici mensili rispetto alla media: se consideriamo un intervallo temporale ancor più limitato, dal 1° Gennaio 2000 al 31 Luglio 2009, ci accorgiamo di come le precipitazioni mensili siano spesso risultate inferiori alla media: emergono i periodi decisamente secchi del 2001 e dell'Estate del 2003, ma anche durante gli anni successivi le barre "gialle" hanno sempre avuto la meglio su quelle "blu".

L'unica nota positiva è rappresentata dal periodo Novembre 2008 - Aprile 2009, all'intermo del quale cadde una grande quantità di pioggia, con tutti e 6 i mesi consecutivamente sopramedia. Già a partire dal Maggio 2009, però, la tendenza è tornata ad invertire la rotta..

Gli scarti dalla media - Piogge

Nel grafico qui sotto sono riportati gli accumuli pluviometrici giornalieri più significativi dal 1° Gennaio 2000 ad oggi; non vengono considerati i fenomeni temporaleschi estivi, i quali verranno analizzati in parte.

La pole position spetta senz’altro al vicino 27 Aprile 2009, giorno nel quale molte stazioni sparse sul pavese riuscirono ad oltrepassare la soglia dei 100mm!

Negli altri casi, è un’alternanza di giorni piovosi tra Aprile e Novembre, con qualche excursus nei mesi di Marzo e Settembre; in linea generale, rientra nella normale climatologia pavese registrare qualche giorno con abbondanti precipitazioni, così come è accaduto durante il Novembre del 2008.

Da tenere in considerazione come oggetto di dibattito, è il fatto che le precipitazioni tendano a concentrarsi sempre più spesso in eventi rari ma importanti; ad esempio, la pluviometria media di un mese può essere raggiunta con appena 2 giorni di intense piogge.

I giorni più piovosi a Pavia dal Gennaio 2000; non rientrano nella classifica i giorni temporaleschi

 

 

L'ANDAMENTO TERMOMETRICO DI PAVIA


Utilizzando i valori medi mensili delle temperature e della piovosità, si realizza il grafico cartesiano definito "Diagramma Ombrotermico di Gaussen H.", nel quale la scala della temperatura media mensile risulta in rapporto 1 a 2 con quella delle precipitazioni medie mensili.

Questo grafico consente di definire un mese secco quando la quantità di precipitazioni mensili è inferiore al doppio della temperatura media mensile; in pratica, quando la curva dell'andamento delle precipitazioni medie mensili si porta al di sotto di quella delle temperature medie mensili, si ricava, in corrispondenza di questo tratto sull'asse delle ascisse, il periodo di aridità.

Inoltre, l'andamento della curva delle temperature medie mensili indica il cosiddetto "profilo termico annuale", dal quale si può dedurre quale tipo di regime termico presenti la stazione in esame nel periodo temporale considerato, evidenziando così dove cadono i minimi ed i massimi, e se l'andamento generale tende verso il regime marittimo o il regime continentale.

Nel grafico qui sotto viene riportato il Diagramma Ombrotermico di Pavia, ricavato con le medie mensili pluviometriche e termometriche del periodo temporale 1961-1990.
Si evince l'assenza di un periodo d'aridità, con una fase estiva comunque calda e piuttosto secca..


Il Diagramma ombrotermico di Pavia

Concentriamoci sul periodo del quale disponiamo i dati dalla nostra stazione meteo professionale, e cioè dall’inizio del nuovo millennio. Analizzando le medie mensili, e calcolandone la deviazione della media, emerge il seguente grafico:

Gli scarti termici dalla media di Pavia dal 2000 ad oggi

 

Si deduce una netta predominanza dei mesi con scarti termici positivi rispetto a quelli trascorsi con temperature sottomedia: in particolare, focalizzando l’attenzione ad ogni singolo anno, possiamo stilare la tabella che segue:

Conteggio mesi sopra e sottomedia termica a Pavia dal 2000 ad oggi

Con un rapporto davvero netto, dall'inizio del nuovo millennio abbiamo avuto 97 mesi con temperature sopramedia ed appena 27 con temperature sottomedia.

Da questi dati si arguisce chiaramente la fase di Global Warming che sta interessando il nostro globo, e che ci porta spesso a registrare valori ben oltre le aspettative: a livello microclimatico, un indubbio fattore rilevante è rappresentato dall’urbanizzazione, che dagli anni ’60 ad oggi è letteralmente esplosa, riducendo fortemente gli spazi verdi e quelli agricoli preesistenti. Solo nella regione Lombardia, negli anni compresi tra il 1999 ed il 2005, la velocità di urbanizzazione è stata di +4m3 per abitante.

La cementificazione porta ad una diminuzione del tasso di umidità relativa, e ad un conseguente rialzo termico, maggiormente avvertibile durante le ore notturne, quando il calore assorbito durante le ore diurne tende ad essere lentamente rilasciato negli strati superficiali della troposfera.

Ma facciamo un discorso molto più ad ampio raggio, ed osserviamo i dati termici in nostro possesso dal 1862.

L'andamento termico a Pavia dal 1862 ad oggi

Nel corso del XIX secolo due grandi eruzioni vulcaniche modificarono il clima, la prima nel 1815 (Tambora), la seconda nel 1883 (Krakatoa). A questi due eventi, seguirono annate davvero fredde, con il 1816 definito “l’anno senza estate” ed il periodo 1883-1890 con le temperature annuali più basse degli ultimi 160 anni.

A fronte di ciò, abbiamo assistito ad un XX secolo con un trend termico quotato al rialzo: dopo una fase ancora fredda precedente alla Prima Guerra Mondiale, dagli anni ’30 agli anni ’60 abbiamo registrato un classico andamento oscillatorio, caratterizzato da normali ondulazioni attorno la media.

Dagli anni ’70, invece, il campo termico è risultato orientato verso un rialzo, pur con le normali oscillazioni quotate al ribasso, specie nella prima metà degli anni ’80 e nella seconda metà degli anni ’90.

Il campanello d’allarme è scattato nel 1987, quando la T media annuale sorpassò per la prima volta i 14.0°C!

Dal 2000 ad oggi la tendenza al riscaldamento è divenuta assai evidente, con i 14.0°C di media annuali verificatisi in ben 4 anni.

Ritenendo validi i dati precedenti al 2000, possiamo concludere che a Pavia la temperatura media annuale è aumentata da un minimo di 12.3°C osservata a cavallo del 1900, ad un massimo di 13.6°C, ravvisabile ai giorni nostri.


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